Ho iniziato a fotografare a 14 anni con una macchinetta fotografica presa con i punti Mira Lanza. Il passo successivo è stato passare al mondo delle reflex. La prima scelta, visti i pochi risparmi, è stata una Zenit (Russa), poi una Praktica (Germania est) e infine una Nikon (giapponese) che da allora mi ha sempre accompagnato nelle avventure fotografiche.

Naturalmente in tutti questi anni ho cambiato corpi macchina e obiettivi ma la grandezza della Nikon sta nel fatto che, ancora oggi, puoi usare obiettivi che hanno 50 anni con il più recente dei corpi macchina. Con altri brand non è possibile!!!

Da ragazzo, con un mio amico, abbiamo letto molti manuali e libri di fotografia cercando di assimilare il meglio dai più famosi fotografi. Poi, per risparmiare, sviluppavamo e stampavamo da soli il bianco e nero.

La fotografia a quei tempi aveva un costo. Non è come adesso che puoi permetterti di scattare 100 foto per tirarne fuori una che sia accettabile. All’epoca potevi permetterti al massimo un paio di scatti per cui, prima di schiacciare il pulsante di scatto, dovevi avere bene in mente il risultato finale.

A 18 anni la mia palestra di fotografia erano i viaggi. Si andava sempre alla scoperta di cose nuove, di come riprendere un monumento, una strada, un paesaggio, una persona nella migliore maniera, con la migliore luce. Da lì è cominciato a svilupparsi quello che io chiamo l’occhio fotografico.

Per fare belle foto bisogna avere un 30% di conoscenze tecniche della scatoletta magica che si porta al collo e un 70% di occhio fotografico, di sensibilità, di poesia, di cuore…

La tecnica si può imparare, tutto il resto devi già averlo dentro, puoi soltanto migliorarlo un pochino.

Adesso, dopo tutto questo pippone, andate a vedere le foto e, che vi siano piaciute o meno, mandatemi i vostri commenti all’indirizzo mail: sergio.cellucci@gmail.com

Grazie e buona visione

Govi – Bumble beat

Loading