Subacquea

La fotografia subacquea comporta tante complicazioni. Le più ovvie sono la confidenza con l’acqua e l’attrezzatura. Quando si va sott’acqua la luce diminuisca man mano che si scende. I colori pian piano spariscono e a circa -30 metri rimane soltanto il blu.

Se si vogliono riportare i colori a come li percepiamo in superfice bisogna scendere con uno o più flash subacquei il che unito alle bombole, manometri, computer, boccagli (per sicurezza se ne portano sempre due) un sub diventa un albero di natale tutto agghindato.

Le foto migliori si ottengono dai -3 ai -6 metri perché non c’è bisogno di flash e si può scendere anche in apnea. Tenete presente che -30 metri (pressione = 4 atm) la durata d’aria delle bombole dura la metà che a -10 metri (2 atm). Insomma… Più si va in profondità e meno dura l’immersione.

E’ inutile dire che sott’acqua non si fotografano “panorami”, a meno che l’acqua non sia particolarmente limpida, ma soltanto pesci. Le foto migliori si scattano nelle barriere coralline e vi assicuro che quando tornate in Italia anche il mare della Sardegna non vi sembrerà così splendido.

Ho cominciato a fotografare sott’acqua circa 40 anni fa con una Nikonos analogica (con rullino), quelle foto non le ho inserite qui perché nella trasformazione da foto a file la perdita di qualità è notevole. Le foto che vedete le ho scattate con una compatta subacquea o con una reflex scafandrata con una “busta” di plastica progettata per un massimo -10 metri. Se si scende con una reflex scafandrata bisogna montare un grandangolo spinto perché la visione in acqua è diversa che in aria.

Un consiglio: in acqua la priorità è la sicurezza e non la foto del secolo.
![]()