Montagne

Ho la fortuna di avere una casetta in montagna a cavallo fra Lazio e Abruzzo e, quando posso, vado a farmi qualche escursione. Gli appennini non sono come le alpi ma anche qui ci sono sentieri, panorami e montagne fantastiche.

Anche se da anni sono iscritto al CAI, di solito, nei giorni feriali, vado in montagna da solo. So che non si dovrebbe fare ma soltanto quando vado da solo posso ascoltare il fruscio del vento, il canto degli uccelli, lo scricchiolio dei rami sotto i piedi e soprattutto i miei pensieri…

Da soli si entra in contatto con se stessi, con l’io più profondo e la testa cammina molto più velocemente dei nostri piedi. Per me il silenzio della montagna è terapeutico e si ha la possibilità di fare incontri fantastici.

Poi, quando viene il sabato o la domenica vado con gli amici del CAI ed è lì che si socializza, si scherza e si ride. Raramente si ha la possibilità di vedere animali selvatici ma non importa, per quello ci sono i giorni feriali… Questa è la fortuna e il privilegio che hanno i pensionati

Fotograficamente parlando, quando si va in montagna bisogna fare una scelta. Bisogna scegliere se si va per fotografare animali o per fotografare i paesaggi. Se si vogliono fotografare animali è d’obbligo un teleobiettivo spinto, se si vogliono fotografare panorami abbiamo bisogno di un grandangolo.

Io, di solito, parto con lo zaino sulle spalle, la macchinetta a tracollo con il teleobiettivo inserito e nella tasca ho sempre con me un grandangolo spinto che pesa poco più di 200 grammi. Così se si incontrano animali si è pronti per scattare e se vediamo un bel panorama abbiamo tutto il tempo di togliere il teleobiettivo e innestare il grandangolo.

Tanto le montagne non scappano…

Kevin Kern – Sundial dreams

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